Dato che l'uso della (2.5) non è proponibile il primo tentativo fu quello di mantenere la simmetria fra tempo e spazio usando la relazione di Einstein trovata in (1.50) se quantizziamo questa col solito sistema si ottiene la cosiddetta equazione di Klein-Gordon:
Il problema di quest'equazione è che si voleva interpretare
come la funzione d'onda che da la densità di probabilità; per questo però
sarebbe necessario trovare una norma definita positiva sullo spazio di queste
funzioni, che sia conservata nell'evoluzione temporale.
Per farlo ci servono allora una densità
ed una corrente j
definite tramite
con le quali scrivere una equazione di continuità; nel
nostro caso poi, usando un formalismo relativistico, ci converrà cercare
direttamente una quadricorrente
.
Per trovarla si procede in modo analogo a quanto si fa con l'equazione di
Schroedinger, si moltiplica la (2.7) per
e
la sua coniugata per
e si sottraggono, si ottiene così:
Il problema è che questa corrente non da più luogo ad una densità definita positiva, infatti in questo caso si ha che:
Un altro problema nasce dal fatto che avendo preso un'espressione quadratica
questa equazione consente anche soluzioni ad energia negativa (corrispondenti
alla radice negativa della (1.50)) dovute alla presenza
di derivate seconde. Tutto ciò portò ad un rapido abbandono dell'equazione di
Klein-Gordon, anche se oggi, interpretando la
come una densità di
carica e le soluzioni ad energia negativa come antiparticelle si è tornati ad
usarla con successo per trattare i campi scalari.